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Il pH in vasca (terza parte): spettro ionico, deduzioni e conclusioni

admin 3 Aprile 2011


 

un pH ai limiti del vivibile


Spettro ionico, deduzioni e conclusioni


Ottima la torba come abbiamo spesso ribadito per diminuire la durezza totale e carbonatica, rilasciando nel contempo oligoelementi e acidi umici, tannini e acidi fulvici che acidificano l’acqua trattata, restituendo un assetto ionico bilanciato, vicino nel complesso ai valori ideali per mantenere i nostri discus in condizioni ideali per l’ e nel contempo ottimamente stimolati alla riproduzione. Non sono mancati ( e non mancano ) dagli scaffali dei negozi prodotti liquidi che abbassano durezza totale (Ca e Mg) e temporanea (CaCO3), venduti come scambiatori ionici in forma liquida. Nulla di più falso. Sono solo preparati che fanno precipitare gli ioni calcio e magnesio, esattamente come era successo col prodotto A della seconda parte di queste osservazioni.

Citazione

Seguendo le istruzioni della casa, si sono ottenute le seguenti variazioni. (farò un resoconto riportando il valore del rubinetto seguito dal valore ottenuto successivamente). °dGH12>>°dGH8  – °dKH7 >>>°dKH3  – pH 7,3 >>>pH 6,2 conducibilità da 350 micros. a 270 micros. Era pertanto chiaro che si aveva davanti un agente precipitante, visto  anche il crollo della durezza totale, e che non è un semplice acidificante. Inutile dire in caso di sovradosaggio cosa puo’ succedere, ed il rischio che si corre ad usarlo direttamente in vasca.

Se da una parte ancora questi fenomeni di precipitazione possono essere considerati “bilanciati” (abbassare pH, durezza totale, carbonatica e conducibilità), dall’altra i preparati che fanno precipitare calcio, magnesio e carbonati, rendono facile l’abbassamento del pH, ma restituiscono una conduttività notevolmente aumentata. Tale anomalia non è da ritenere di poco valore a danno del sistema, perché in vasca né pesci, nè piante vivono bene in acque così scombinate senza incorrere in problemi di salute. Occhio pertanto alle panacee “liquide”, o almeno attenzione a fare prima le dovute prove. Non mancano conduttivimetri per rilevare tali combinazioni sgradevoli. Normalmente è (o era) il solfato di alluminio, l’agente che permette riduzione di durezze ( °dGH e °dKH), ma lo stesso rimane in soluzione in quantità che, se da una parte le acque sono considerate potabili con una concentrazione fino a 0,2mg/l di ioni alluminio, dall’altra una concentrazione di tali ioni anche se notevolmente inferiore al limite tollerato dalla legge,  riesce a danneggiare l’apparato radicale delle piante(e non solo). Per fortuna la conoscenza in materia si è espansa anche a pesci da reddito, che potrebbero essere decimati da una concentrazione di 0,06mg/l  di tale concentrato(nitrato di alluminio), ad un pH di 6,1- Alla larga, in sintesi e per concludere, da forme easy di trattamenti di acqua che non siano metodi già collaudati, e alla larga da prodotti che dovrebbero aiutare gli hobbisti a tenere meglio possibile i loro pesci, ma commettono errori grossolani di valutazione prodotti. Inutili acidificanti a base di acido fosforico (che comunque non sarà mai dichiarato sulla confezione) se poi, ricombinandosi, ci regala una bella concentrazione di fosfati tutta a disposizione delle alghe che patiremo per estirpare (e forse non ci riusciremo). La sintesi. Per ottenere un pH ideale è  sufficiente: 1- abbassare i carbonati di calcio o i °dKH: adoperiamoci con acqua di permeato che in maniera equilibrata abbasserà fino alle soglie che desidereremo la concentrazione di ioni, facilitando la modulazione dell’acidità 2- ricordiamo che NON è necessario avere un pH sorprendentemente basso per allevare e riprodurre i discus. eccezion fatta per specie particolarmente esigenti quali i S. discus(gli heckel), un pH debolmente acido e una conduttività di 300µS/cm vanno più che bene. 3- nei casi in cui si vuole stimolare i pesci alla riproduzione, non dimenticate la torba, questo meraviglioso elemento in grado di cedere/trattenere come un perfetto chimico che lavora per i discus (possiamo dire che in Amazzonia i discus vivono in torba liquida?). Pensiamoci due volte prima di mettere in vasca prodotti che devono modificare lo spettro ionico agendo come precipitanti, in teoria prodotti che abbiano (puri) un pH inferiore al 4,3. Tutti gli altri prodotti modificheranno  ‘a catena’ tante altre caratteristiche chimico-fisiche dei nostri acquari. Cerchiamo sempre di tenere un gruppetto di neuroni a disposizione della fantasia che ci porta nei luoghi di origine dei nostri pesci e pensiamo:” ma hanno questa sostanza in quelle acque?”. Non è del tutto priva di pericolo l’aggiunta di sostanze tampone all’acqua che ne è particolarmente povera, ma è per certo pericolosa l’acidificazione in vasche in cui non ci sono solo discus, acidi tecnici quali l’acido fosforico, cloridrico, citrico, solforico ecc.. Non è pratica priva di effetti collaterali. Valutiamo e tiriamo le somme.

Testo ispirato al saggio dell’Ing. Hanns-J Krause, del Discus Notiziario 1/98. Bibliografia: 1 - Gargas, J.: Water Chemistry for the Discus Culturist - "Diskus Brief" 3/91 2 - Krause, H.-J,; Handbuch Aquarienwasser. bede-Verlag, Ruhmannsfelden 1990 3 - Hutter, L.A.: Wasser und Wassersuchung. Diesterweg 4 - Glatzel, G. et al.: Saure Niederschlage - Workomen und Auwirkungen (Precipitazioni in presenza di acidi)

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