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..e non chiamatemi spazzino o ‘pulitore’

admin 2 Luglio 2010


Il genere sp. è spesso comunemente definito un pesce pulitore, uno spazzino dei fondi dei nostri acquari, ma forse qualche immagine ravvicinata di questo callictide potrà farvi virare l’attenzione su dei particolari che sono morfologicamente indicativi della loro dieta e delle loro abitudini sociali.


 

Un Corydoras, primo piano dei barbigli

Come si può notare, il genere sp è munito di barbigli sensoriali che permettono alla specie di individuare sul fondo il cibo, dieta che non è definibile in quanto la specie è considerata detritivora, quindi composta prevalentemente da tutto quello che è organico. Non è esclusa nemmeno dieta a base di microrganismi che si trovano in aree di marcescenza.

I barbigli sono per i cory quelo che per noi è la lingua e il sistema gustativo di papille e individuazione gusto e sapore. E’ importante quindi che la scelta del fondo ricada su sabbia fine e non fatta da quarzo non arrotondato o tagliente. Se consuma i barbigli, si può considerare un pesce mutilato, e rischia la morte.

Il contributo che danno all’ecosistema ‘vasca’ è insostituibile..smuovono il fondo, in cerca continua di piccole particelle di cibo, si muovono in branchi, formando delle vere e proprie onde di ‘vita’ che rallegrano la parte bassa e centrale della vasca. Non mancano certo guizzi a pelo d’acqua.

altro primo piano di uno splendido e fluorescente

Non sono del tutto casuali  quei guizzi, in quanto il loro organismo è dotato di una respirazione che io definisco ‘accessoria’, stomacale, e questa permette loro di avvalersi anche dell’ossigeno presente nell’atmosfera. Un dato che spesso potrebbe essere accostato a mancanza di ossigeno in vasca..ma in realtà serve loro per non perdere l’abitudine e vivere la loro conformazione metabolica a 360°- In natura si trovano in banchi numerosi, acque a flusso lento ma continuo tipo ruscelli, temperature non elevate. Il livello di profondità delle acque preferito dai ‘cory’ non è mai alto, dato tradotto in come colonna d’acqua non alta. Noi giochiamo molto sulla robustezza della specie, ma non è certo il loro range di valori ideale quello della vasca per e con discus.

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altro primo piano di un cory che sembra stare particolarmente bene

Amano le oscillazioni di temperatura, che come ogni pesce viene interpretata come una lancetta del loro orologio circadiano spostata sull’ora della riproduzione. E’ giusto allevarli a temperature variabili (22-28°C), ma se non possiamo loro garantire questa forbice di temperatura come variabilità, visto che i nostri si ammalerebbero, almeno non chiamiamoli “spazzini”.

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