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La lampada ad UV-C: domande e risposte degli utenti dal forum

admin 18 Agosto 2010



Questo vuole essere forse il primo dei tanti abstract del forum, che per interesse e densità di informazione non sono secondi ad articoli. ClaudioLorenzon Molti hanno la , molti stanno pensando di installare la , ma quanti sanno bene come funziona? Quanti sanno per esempio che una lampada UV-C con l’acqua ambrata l’unica cosa che fa è…consumare corrente? Utilissima con acqua cristallina, in impianti di riproduzione o vasche di accrescimento, ma quanto è utile nel NOSTRO mondo sommerso in salotto sopratutto se biotopo?!?Tatore Se consideriamo le cause di una non resa della UV-C dobbiamo mettere tra esse:

  • l’effetto shielding dell’acqua ambrata sui microrganismi: in fondo i raggi UV per modificare e devastare il DNA vanno considerati come un fascio di particelle (fotoni) che oltrepassano la membrana cellulare, arrivano al nucleo, scombinano l’acido ribonucleico. Fascio di particelle che viene ostacolato da qualsiasi cosa puo’ interrompere il loro tragitto che segue sempre una linea retta. Le migliori UV hanno una buona camicia di quarzo ed un controrivestimento interno che permette ai fasci radioattivi di rimbalzare e seguire altre traiettorie, ma sempre in linea retta. Quindi dove non arriva la luce non succede nulla.
  • l’acqua fredda, o che non arriva a circa 38/40°C che è la temperatura minima richiesta ad una UV-C per funzionare correttamente. Flussi troppo veloci vanificano infatti l’irraggiamento corretto, perché l’acqua deve un minimo sostare all’interno del tubo/serbatoio contenente il bulbo ad UV-C, arrivare ad una certa temperatura e poi viene spinta fuori dalla corrente stessa, quindi vanifica la potenza il terzo elemento:
  • l’acqua troppo veloce, che non ha il tempo di essere irraggiata, rimanendo tale e quale allo stadio iniziale. Entra ed esce e i raggi UV non hanno avuto il tempo di modificare nulla-

Quindi le regole base sono:

  1. prefiltraggio
  2. acqua a flusso lento
  3. buona UV-C (che va cambiata ogni 6/8 mesi)-

Non ho vasche dove è richiesta una carica batterica bassa senza una UV-C. Superconsigliata a tutti i discusofili con vasche sovrappopolate, ma anche no. 46valentino46 mi è stato suggerito di non installarla la UV-c in fase di start del sistema filtrante e ragionandoci sopra in effetti abbassando la carica batterica aumenta il tempo di maturazione. Avendola gia’ penso che la installero’ tra un 4-6 mesi a vasca ben avviata e con gia’ un suo equilibrio se vedo che non riesco a tenere a bada i nitrati con i miei solito cambi regolari d’ acqua (10-15%) 2 volte a settimana. Devi valutare un po in base ai risultati che otterrai a vasca matura (NO3 e fosfati che sono indice pure di bassa o alta carica batterica).

Un bulbo T5 da 20W modello Ruwal

Tatore Dico sempre che in fase di maturazione serve tutto quello che un giorno combatteremo per avere al minimo. I batteri poi sono il cuore, quindi è chiaro che non vanno contrastati nel momento in cui devono colonizzare l’acquario. Se tieni a mente che sono prima filtratori e poi ossidatori, capisci che colonizzeranno il filtro perché ci sta tutto quello che serve loro per fare il loro ‘lavoro’: corrente, ossigeno, materiale organico. ma inizialmente sono in vasca liberi, finché non formano colonie fisse su substrati idonei. In quei momenti se ci metti la UV non li stermini..ma quasi. Potresti rallentare la maturazione. Mi è successo, parlo per esperienza diretta. Marte82 avete mai provato con due vasche separate a fare un esperimento? in una vasca – lampada UV-C ben installata (flusso lento ecc) nell’altra – 15 ml di acqua ossigenata ogni 100l. somministrata ogni 7 gg be se fate questo test e lo portate avanti per almeno 6 mesi , potrete notare che quelli della vasca con acqua ossigenata non si ammalano, l’acqua sarà sempre limpida, e se fate test a fotometro sull’acqua prelevata dal fondo non noterete mai eccessi degni di nota di NO3 e PO4 , e poi provate a tenere monitorato il redox in vasca TatoreSi stanno paragonando un dolce a un filetto. I perossidi sono iper-reattivi, ed è la loro istantanea reazione con l’ambiente circostante che fa impennare il potenziale redox, ma non puoi mica paragonare questa pratica (l’ho fatto una volta in 12 anni, e proprio all’inizio, perché avevo combinato un casino con il flubenol) ad una UV-C, che è vero che in plantacquari è sconsigliatissima, ma regola il carico batterico in maniera costante ma non invasiva perché viene trattata e lentamente solo l’acqua che ne attraversa il sistema, non viene accesa sulla vasca a debatterizzarla. Inoltre la UV-C NON serve a contrastare i parassiti che hanno parete cellulare molto piu’ erta dei batteri (che hanno il DNA all’interno della parete cellulare senza nucleo, e comunque non è detto che, possedendo un movimento proprio, vadano a finire dentro la UV-C. Io la considero come un accessorio ma indispensabile. Non un curativo o altro. Molte volte le vasche con carichi batterici elevati sono ambienti invivibili per pesci che sono abituati ad ambienti quasi privi del tutto di batteri (come le acque amazzoniche, per dirtene una). Ma anche con ossigeno presente in bassissime concentrazioni. Forse diamo una lettura diversa a due cose a mio avviso molto molto diverse.

I tre fondamentali: cilindro (sin), camicia quarzo (notate che questa in foto è macchiata), bulbo

Ramke devo dire la verita’ non l’ho mai usata ma a sentito dire e vedendo alcuni risultati di amici ,ritengo che in vasche molto cariche sia un accessorio indispensabile e aiuta molto alla cura dell’acqua , mantenendo la carica batterica molto bassa infatti. I batteri vengono in questo modo liberati dalla competizione per il substrato con altri tipi di batteri che non avendo una attività di nitrificazione ridurrebbero la capacità di trasformazione del sistema filtro .Le funzioni principali degli UV in queste vasche, sia dolci sia marine, è di degerminare l’acqua da agenti patogeni oltretutto i germi nell’acqua influiscono negativamente sulle uova deposte, rendendone impossibile la schiusa Tatore In un incontro che si tenne anni fa, in cui il relatore era Pier Luigi Monticini, ittiologo la cui fama lo precede quando si parla di discus selvatici e heckel soprattutto, ci illustrò questo importante parametro, che si misura in UFC purtroppo parametro inaccessibile per noi semplici acquariofili, e che in Amazzonia per esempio riusciva ad essere 1000 volte più basso rispetto alle acque nostre NON popolate. Un organismo non distingue i batteri, se sono buoni o cattivi, ma un’acqua iperpopolata da microrganismi la vita non è come in un’acqua in cui ogni organismo occupa il suo posto in perfetta armonia. Molte volte non capisco se la gente ha coscienza del fatto che i nitrati, per esempio, non sono pericolosi come ioni per la vita dei pesci, ma sono denuncia di una igiene scarsamente curata. Ecco perché la UV-C NON concorre ad abbassare i nitrati, ma sicuramente snellisce l’acqua da troppi microrganismi in uno spazio delimitato. Marte82 quello che io affermavo è basato sulle mie personali osservazioni  ed esperimenti , quindi è un discorso basato su “miei pareri” , ma basterebbe fare delle piccole prove…… Prima di tutto perche : molte lampade uv non hanno la camicia in quarzo molte lampade uv sono concepite male non riescono a portare a temperatura utile l’acqua la maggior parte delle volte vengono messe su’ con pompe sovradimensionate , o montate propio male la lampada uv puo modifcare tutto(fertilizzanti biocondizionatori ecc) basta fare una prova con del ferro gluconato o poco chelato e con un fotometro vi accorgete al volo cosa puo’ fare una UV-c la vera azione della lampada dura poco perche si “scaricano” al volo se manca anche per un attimo l’erogazione della corrente dimezzate la vita della lampada in casa non abbiamo la strumentazione per poter dire se a casa nostra funziona veramente o è solo caso, vedendo la cosa sotto l’ottica dei pro e contro , non conviene assolutamente. E’ anche vero che vengono largamente utilizzate in ittiocultura e nella depurazione di molte sorgerti , ma quelle sono cose studiate da chi lo fa di mestiere , con prodotti di qualità, e le condizioni dell’acqua sono tenute sotto costante monitoraggio , da fotometri o apparecchi elettronici estremamente sensibili per questi fattori affermo che : a mio personale parere i soldi per comprare una uv sono soldi buttati , perché  un oggetto per risultare efficace deve dare prove tangibili della sua utilità per tenere sotto controllo la carica batterica , e alzare il redox in vasche troppo popolate basterebbe un pochino di acqua ossigenata , perché è molto più  “gestibile” e realizzabile per la stragrande maggioranza delle vasche , per avere gli stessi risultati con una UV-C bisogna studiarci e spenderci molto di piu. Tatore Allora bisognerebbe attrezzarsi di sonda redox e pompa peristaltica che dosa piccole quantità di H2O2 fino ad un delta di valore…? Marte, che la UV-C abbia interazioni negative con qualsiasi composto chimico lo sappiamo ed è chiaro come la luce del sole, ma che non serva a nulla e che addirittura è meglio l’acqua ossigenata…continuo a stra-dissentire. Poi ognuno, come giustamente hai detto te, parla per esperienza acquisita sul campo. Ma parliamo di casi estremi in cui pur di risparmiare si comprano i pacchetti all-in-one o stiamo a parlare di UV-C serie? Mi porti davanti dei casi limite in cui NON sono i raggi UV ma le lampade intese come prodotto a non funzionare. Marte:  poco spendere poco valere. Anch’io inizialmente compravo lampade da due soldi, tutto incorporato ecc.. ma quando ho cominciato a studiare bene l’argomento mi son sentito ridicolo e mi sono rivolto a case che fanno UV a mestiere, che hanno tutti i pezzi di ricambio sempre in magazzino, camicia di quarzo, ballast ecc… Non vanno portati avanti problemi “tecnici” legati al malfunzionamento di accessori o a prodotti di scadente qualità. Io parlo della UV-C come sistema di regolazione carica batterica, e mi spiace ma anche io rimango del parere che è perfetta, con le dovute cautele e le fisiologiche controindicazioni. Per me è più dannosa l’acqua ossigenata che si usa in casi limite. A questo punto meglio l’ozonizzatore. Ipnotyk avrei tre domande da fare:

  1. -la ruwal da 20 watt (RWUVC/20/1000 – 20 watt -) la consideri una UV-C scadente??
  2. -una lampada UV-C per funzionare bene deve lavorare a 38°-40°? io la utilizzavo a 29°..cosi non serve a niente??
  3. -se la lampada viene utilizzata male si rischia di creare ceppi più resistenti?!

I danni che provoca la UV-c nella doppia elica del DNA, e nello specifico tra i ponti che si formano tra le basi (ATGC)

Tatore La Ruwal per me è una delle migliori commerciali insieme alla De Bary, sia per reperibilità di pezzi di ricambio che per la buona riuscita dei materiali che la compongono. Unico neo: i ballast, che spesso si bruciano. Ma te ne accorgi e lo cambi. Io ho solo Ruwal, perché purtroppo la De Bary quando la cercavo costava un botto, e un commerciante che aveva TUTTI gli interessi a vendermi la De Bary, mi consigliò la Ruwal proprio in previsione di eventuali sostituzioni (necessarie) di vari accessori (ballast se e quando si brucia, bulbo ogni 6/8 mesi, camicia di quarzo ogni 18/24 mesi)- Quindi meglio di cosi’…cosa aggiungere? Ci sono dei parametri che bisognerebbe confrontare, e che molte case non rendono note, quali: lunghezza d’onda, tempo ideale di esposizione del liquido all’irraggiamento (dipende dal contenitore, dal giro che fa l’acqua al suo interno e dalla velocità di passaggio imposto dal prefiltro che si mette), intensità delle radiazioni. Questi parametri fanno la differenza, ma siccome non possiamo avere una laurea in fisica nucleare per prendere una UV-C, con molta semplicità consiglio caldamente la Ruwal. I Watt, per risponderti, che rispondono alla potenza e alla lunghezza del bulbo vero e proprio, vanno calcolati in base al volume d’acqua da trattare e alla fauna presente in vasca. Fino a 250/300 lt una 10W Ruwal va bene, mentre una 20 Watt per litraggi superiori e una discreta popolazione è perfetta (forse molto potente) se attraversata da un flusso lento di acqua. Allora l’acqua ha il tempo di sostare sotto i raggi e raggiungere la temperatura ideale (la temperatura di 38/40W non deve raggiungerla la vasca, ma l’acqua trattata, e ci riesci se il flusso che raggiunge la UV è lento. Se lo attacchi a un filtro senza prefiltraggio rovini e vanifichi le peculiarità della UV-C)- L’acqua che tocca la UV raggiunge la temperatura giusta, ma deve coincidere anche un giusto tempo di contatto con i raggi UV. Lo sviluppo della resistenza di ceppi batterici è piu’ legato ai trattamenti farmacologici: i microrganismi unicellulari semplici e i batteri hanno questa triste ma incredibile facoltà: l’adattabilità. Pertanto diciamo che dopo un trattamento farmacologico, i batteri o patogeni “superstiti”, non dovranno piu’ temere quel trattamento, perché geneticamente si sono ricombinati per convivere in condizioni “antibiotiche”. La UV agisce “bruciando” e devastando l’acido nucleico, annientando quindi la possibilità alla cellula di dividersi (mitosi), cosa che in un organismo pluricellulare può trasformarsi in una neoplasia (cancro) per la divisione “comandata” ma non corretta delle cellule colpite che sono deputate a formare un determinato tessuto (un organo o una pelle), ma orchestrate da una miliardata di comandi biochimici che partono da diverse fonti. Ma avviene in organismi pluricellulari, non in singole cellule che invece perdono semplicemente la facoltà di dividersi per dare origine a due cellule figlie identiche da una cellula madre. Ovviamente col beneficio del dubbio, di eccezioni ce ne sono (che non conosco). [Se vuoi continuare a parlare della lampada ai raggi UV-C nel forum trovi la discussione viva]


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