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Riproduzione discus: la mia esperienza, tecnica ed emotiva

Gianmaria Luvino 25 agosto 2010



Spesso mi capita di osservare la natura nelle sue infinite sfaccettature, ma la riproduzione degli esseri viventi in genere rimane – secondo me – uno degli aspetti più belli e affascinanti che la stessa natura ci offre. Qualsiasi appassionato di acquariologia, dagli acquari di barriera ai plantacquari passando per i ciclidi del lago Malawi e chi più ne ha più ne metta, non può rimanere incantato o insensibile alla nuvola di avannotti che picchiettano i genitori e li seguono ovunque. Non solo il Re dell’acquario – Ciclide del Sud America -, per molti noto con il nome di Discus, necessita di questo sistema naturale di delle proprie larve con il proprio segreto…secreto (mucosa), sembra addirittura che questa caratteristica si sia sviluppata in molte specie, perfino di pesci marini. L’intento di quest’articolo è voler esporre delle linee guida orientate alla riproduzione del discus, in base alla mia personale esperienza. Non è facile delineare un quadro standard con linee guida da seguire, consigliate ad un acquariofilo che si cimenta per le prime volte in tale esperienza. Voglio però provarci semplicemente condividendo la mia esperienza di allevatore-amatoriale ma soprattutto appassionato/estimatore di questo magnifico ciclide. Cominciamo dalla parte puramente chimica. Ritengo che i valori da monitorare per fa si che una riproduzione avvenga, sono inizialmente i nitriti -NO2– che devono sempre essere assenti, il pH compreso tra 5.0/5.5, i °dKH quasi a 0, la conducibilità compresa tra 60/90 µs/cm e successivamente i nitrati (NO3) che non devono superare i 50 mg/l. Partiamo con ordine. Per quanto riguarda i nitriti è fondamentale che siano assenti perchè assieme alla presenza dei nitrati circa 15/20mg/l testimoniano l’effettiva resa biologica e maturazione del filtro. I valori KH-conducibilità sono fortemente correlati perché il KH indica la durezza carbonatica e misura la concentrazione degli anioni carbonato e bicarbonato, mentre la conducibilità indica la capacita dell’ acqua ad essere attraversata da corrente elettrica, e tale capacità dipende dalla presenza di tutti gli ioni ( di carbonato, bicarbonato, calcio e magnesio) presenti in acqua. Per avere valori simili a quelli sopra citati ci si può avvalere di un tipico ed efficiente impianto ad osmosi inversa, effettuando cambi direttamente con l’acqua che esce dall’impianto senza aggiunta di sali facendola però stabulare per almeno 24 ore. Infine ci rimane di analizzare un ultimo valore: il pH. Il pH indica lo stato di acidità e basicità dell’acqua, per un valore compreso tra 0 e 7 siamo in presenza di un’acqua acida, nel punto 7 l’acqua si dice neutra, e da 7 a 14 la si intende basica. Come dicevamo, per la riproduzione si preferisce ottenere un’acqua molto acida, tra 5.0/5.5, ma questa non è una regola, tanti appassionati e allevatori hanno riprodotto anche con un pH compreso tra 6.0 e 7.0. Per ottenere valori di pH “consoni” alla riproduzione, come quelli sopra citati basta avere un filtro ben avviato e un KH, prossimo allo zero. Però un valore di KH così basso potrebbe far oscillare pericolosamente il pH, situazione da evitare in quanto estremamente dannosa alla salute della coppia. Personalmente utilizzo del granulato di torba da inserire in uno scomparto del filtro con un dosaggio di circa 1 g/l per ovviare a questa oscillazione di pH. In alcuni tentativi, che posso definire estremi, ho portato il pH ad un valore prossimo a 4.5 e in quei casi il numero delle uova fecondate aumentava sempre più. Inoltre, un pH così acido riduce tantissimo la carica batterica favorendo il buon esito di un accoppiamento, carica batterica che a mio parere è un requisito fondamentale poiché quest’ultimo è la causa principale di mortalità larvale. Comportamento della coppia prima e dopo la deposizione e come agire. Prima della deposizione bisogna nutrire per bene la coppia perché tutto il processo riproduttivo richiede un notevole dispendio energetico. Successivamente, dalla schiusa delle uova, io preferisco somministrare soltanto un paio di pasti al giorno e di solo granulato alla coppia, per non inquinare troppo l’acqua. La coppia comincia col ripulire la zona dove andranno deposte e poi fecondate le uova. Contemporaneamente si assiste ai movimenti della presunta coppia che si accinge alla deposizione, dico presuntaperché fino a quando non si schiudono le uova notando le effettive codine non si può parlare di coppia. Dopo una serie di movimenti vorticosi e direi pieni d’amore la coppia comincia a passare ripetutamente sul cono mostrando entrambi un organo sessile ben visibile (cilindrico nella femmina, a cono nel maschio). Dopo vari passaggi sulla zona dove verranno deposte le uova comincia l’effettiva deposizione. Solitamente avviene nel tardo pomeriggio, e dura circa un’ora. A deposizione ultimata la coppia comincerà a ventilare le uova alternandosi reciprocamente ma senza lasciarle incustodite. Per far sì che avvenga quanto scritto è bene munirsi di una vasca spoglia, dotata di termo-riscaldatore e filtro, io preferisco quello interno caricato con spugne e cannolicchi e un cono di terracotta dove la coppia deporrà le uova. La temperatura deve stare tra 28/29 gradi per avere una buona schiusa delle uova. Da non dimenticare alcuni fattori importanti:

  1. Coprire con delle spugne a grana grossa le bocche di aspirazione del filtro se interno in modo tale da evitare che dalla schiusa al nuoto libero gli avannotti vengano aspirati dal filtro. Per ovviare a questo problema si può utilizzare un classico filtro ad aria, il quale però avrà un potere filtrante più scarso rispetto ad un generico filtro interno.
  2. Disturbare il meno possibile la coppia durante la deposizione, anche perché gli spermatozoi del maschio sono fertili per pochi secondi, per esempio è bene diminuire il flusso di mandata in acqua del filtro e aumentarla a deposizione ultimata.
  3. Non bisogna effettuare cambi d’acqua durante la fase di deposizione e fino alla schiusa, sarebbe l’ideale cominciare coi cambi d’acqua quando comincia il nuoto libero.
  4. E’ necessario munirsi di una lampada di pochi watt da accenderla per il tutte le ore notturne dando una grossa mano alla coppia nell’individuare le uova e tenerle sotto controllo.

La schiusa. La schiusa solitamente avviene tra le 50 e 60 ore. La velocità con la quale le uova schiudono dipende dalla temperatura, più è alta e più velocemente avviene la schiusa. Quando le uova schiudono si intravedono dei movimenti continui degli avannotti, e i genitori fino a che non ci sarà il nuoto libero li sposteranno da un luogo ad un altro pulendo gli stessi dalle ultime rimanenze dei gusci delle uova. Nei successivi tre giorni dalla schiusa, gli avannotti cominceranno a nuotare fino a quando al 3 giorno si attaccheranno al corpo dei genitori per cibarsi. I piccoli si ciberanno, mordicchiando l’intero corpo dei genitori, di un muco che oltre ad offrire mucopolisaccaridi, enzimi ed ormoni, trasmette una certa immunità alle larve. In questa fase si nota un netto scurimento del corpo della coppia che sta proprio ad identificare la formazione di questo muco. Anche in questa fase è bene utilizzare una lampada di pochi watt.

Si noterà una copertura di alghe sulla superficie dei vetri, che testimoniano quanto poco volevo disturbare la coppia durante lo svezzamento dei piccoli

Alimentazione degli avannotti. Ritengo che il muco dei genitori sia il primo vero alimento completo per gli avannotti, infatti preferisco somministrare i nauplii di Artemia salinadal decimo giorno di nuoto libero. Per l’alimentazione procedo in questo modo:

  • Nauplii di Artemia: dal decimo fino al trentesimo giorno di nuoto libero.
  • Pastone: dal ventesimo giorno di nuoto libero.
  • Granulato: dal venticinquesimo giorno di nuoto libero.
  • Liofilizzato: dal quarantesimo giorno di nuoto libero fino all’età adulta.

Per quanto riguarda i nauplii di artemia, somministro fino a 4 volte al giorno, ovviamente naupli appena schiusi. Il pastone è  fatto in casa da me, a base di cuore di manzo con aggiunta di spirulina in polvere, polvere di peperone, aglio e uova per legare il tutto. Aggiungo anche compresse di calcio e vitamina d3. Cambi d’acqua e separazione degli avannotti dalla coppia. Fino alla schiusa e per i primi giorni di nuoto libero non effettuo cambi d’acqua. Dopo i primi giorni di nuoto libero comincio a cambiare l’acqua facendo salire piano piano la durezza carbonatica da 0 °dKH  a 2, cercando di stabilizzare anche il pH per un valore neutro o tendenzialmente acido (6.7/7.0). La separazione degli avannotti dalla coppia avviene intorno al venticinquesimo giorno di nuoto libero.

Spero che quanto scritto possa esser d’aiuto a chi come me da neofita ha affrontato la riproduzione del discus, inizialmente con varie difficoltà, e poi con le varie informazioni ho perfezionato le mie conoscenze. Quest’articolo non è un vademecum, perché ogni coppia riproduttrice esige parametri chimici, cambi d’acqua e ambienti diversi, ma vuole essere una sintesi della mia personale esperienza con la riproduzione di questo fantastico ciclide.

Gianmaria Luvino aka Jamy Diamond nel forum

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