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fra89

Accorgimenti per il filtro esterno, fanghi!

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@@tatore: i fanghi che si formano mi convincevano più qualche anno fà. Adesso preferisco mantenere il filtro esterno pulito, non necessariamente aprendolo, ma con piccoli accorgimenti che diluiscono la manutenzione.

 

 

Vorrei partire questo topic, partendo dal l'affermazione di Tatore, per approfondire l'argomento.

In cosa consistono questi piccoli accorgimenti?

Nel dettaglio, anche io possiedo un eheim 2080 e mi piacerebbe sapere di cosa si tratta:)

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fra89[/b]' timestamp='1350286231' post='68141'] @@tatore: i fanghi che si formano mi convincevano più qualche anno fà. Adesso preferisco mantenere il filtro esterno pulito, non necessariamente aprendolo, ma con piccoli accorgimenti che diluiscono la manutenzione.

 

molti anni fà si preferiva fare del filtro quasi un fogna perchè in teoria si sperava di denitrificare

in quei fanghi c'è di tutto innanzitutto composti organici degradati dai batteri, i batteri stessi, anche protozoi, c'è chi segue la teoria dei fanghi di Kassebeer che si autoregolano che possono denitrificare e quindi diminuire la presenza di no3 grazie a condizioni anaerobiche,c'è chi pulisce invece 'spesso' il filtro perchè ha paura che i fanghi intasino il filtro che lo facciano collassare perchè nn è in grado di nitrificare e quindi pulendolo si creano condizioni più aerobiche per favorire la nitrificazione, ma i nitrati nn sono pericolosi almeno che nn parliamo di acque veramente dure,ormai tutti gli allevatori si basano su grandi cambi d'acqua per garantire acqua pulita carica batterica bassa e rifornimento costante di sali minerali..

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Perfetta spiegazione del significato e dell'utilizzo dei fanghi. Ma restando in argomento, cosa intende @@tatore per piccoli accorgimenti? Come dobbiamo agire su di un filtro esterno, come ad esempio l'eheim 2080?

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per esempio si potrebbe installare un prefiltro per diminuire la pulizia del filtro principale e in più nn si sporca facilmente, oppure una pulizia più frequente delle spugne del filtro insomma una manutenzione più costante senza aspettare che la mandata d'acqua diminuisca di potenza..

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La storia dei nostri acquari moderni parte dal concetto che un naturalista era convinto che un intero ecosistema 'chiuso' come l'acquario, se ben piantumato e con poca fauna, poteva essere autosufficiente senza interventi esterni. Flusso dell'acqua inesistente, forse allora non esistevano nemmeno le pompe, animali detritivori come lumache, qualche piccolo pesce gambusia e molte piante e luce. Questo ambiente a ciclo chiuso risultava apparentemente autosufficiente e si regolava da solo (onestamente non so se c'era l'apporto di mangimi, forse vivi tipo dafne e cose del genere che se non consumati non si deteriorano).....ho fatto questa premessa perchè proprio in questo ambiente si capì che i fanghi svolgevano un ruolo determinante.

Anzi, gli stessi, sono la base dei depuratori, dove arrivano le acque nere dei nostri bagni.

I fanghi, che vengono anche chiamati biomassa depurante, fanghiglia o melma, precipita (floccula) nel fondo dell'acquario e in quello del filtro.....questi vengono ricoperti come anche le pareti del filtro, le foglie delle piante e il tubi di mandata e aspirazione, da un velo batterico, microfilm o biofilm, non ricordo, dove avviene la prima forma di nitrificazione......tutti questi detriti che sono cellulosa, chitina, lignina, proteine, si depura, anzi si trasforma grazie ad i batteri che lo rivestono ossidando questi composti, processo di nitrificazione....

Certamente non essendoci ossigeno, si forma un processo di denitrificazione anaerobico, perchè l'acqua lambisce i fanghi ma non li attraversa.

Ecco perchè nell'altro topic dicevo che non voglio pulire il filtro, il tutto riesce però quando questo non si intasi o diminuisca notevolmente la portata, ovvero quando non sia sottodimensionato e sia inoltre caricato in modo “poco compatto”, cioè prediligendo spugne e substrati per il cosiddetto filtraggio “biologico” piuttosto che lana di perlon (questa è inevitabile che si ostruisca).

Onestamente poi tutti i passaggi dei procedimenti chimici di scomposizione non li so, non sono laureato in chimica, ma in rete si trovano, se volete ve li recupero e ve li copio.

Modificato da Upacciu

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Upacciu[/b]' timestamp='1350312009' post='68149'] Anzi, gli stessi, sono la base dei depuratori, dove arrivano le acque nere dei nostri bagni.

si è il principio per cui l'acqua da depurare passa attraverso i fanghi attivi per mezzo di pompe e attrezzi vari e viene depurata,quello che rimane sono fanghi e residui morti scarti insomma che poi vengono trattati e si depositano sul fondo e vengono eliminati ecco perchè secondo me va pulito dai fanghi in eccesso anche perchè sono residuo di fosfati e nitrati(cellulosa, chitina, lignina, proteine,) che alcune volte nn capiamo da dove provengono, ma che una volta pulito il filtro il loro tasso si abbassa, inoltre i fanghi possono far precipitare il kh, ostruire i cannosint,e di conseguenza nn danno un apporto di ossigeno per far nitrificare come si deve..posta i link se vuoi..

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Ecco una sintesi:

 

 

Il fango “ vecchio” (cioè formatosi da alcuni mesi) svolge varie funzioni:

1) DEPURA, nel senso che costituisce il substrato attivo ove gli stessi batteri ossidano [nitrificazione]

ammoniaca (NH4) a nitriti (NO2), nitriti (NO2) a nitrati (NO3) e riducono [denitrificazione] i nitrati

(NO3) ad azoto (N). Si esce quindi dal campo teorico dei batteri nitrificanti e di quelli denitrificanti ; si

parla infatti di medesimi batteri che in ambienti diversi (aerobico per la nitrificazione e con scarsa

presenza di ossigneno per la denitrificazione) svolgono simultaneamente funzioni diverse, in pratica si

adeguano all’ambiente ove si trovano e “lavorano” diversamente. E’ proprio la morfologia del fango

che rende possibile la formazione di zone quasi anaerobiche, dove l’acqua quasi non permea tale

substrato;

2) STABILIZZA i valori chimico-fisici dell’acqua perchè funziona come scambiatore di ioni, cioè scambia

ioni Ca con idrogenioni H a guisa di scambiatore di cationi leggermente acido, in pratica influenzando

la durezza carbonatica KH ed il pH nonché funzionando come tampone per metalli pesanti.

In un acquario maturo infatti, quante volte assistiamo alla permanenza di certe durezze nonostante si

usi solo acqua RO per i cambi ? Quante volte non riusciamo a modificare il pH ? Quante volte i nitrati

rimangono stabili su certi valori nonostante i nostri interventi o non interventi ?

3) MINERALIZZA la materia e funziona da riserva di macronutrienti e micronutrienti (oligoelementi)

per le piante.

 

La domanda sorge spontanea: ma se non pulisco il filtro e qui si forma fango ... alla fine il fango mi

intasa tutto ?!

No, perchè il fango si autoregola, ovvero contiene microorganismi che se ne cibano e quindi non

cresce più di quanto basta. Questi microrganismi sono la fauna che si nutre di batteri riducendo quindi

il fango; trattasi di protozoi come parameci e vorticelle nonchè di nematodi, rotiferi , copepodi e

piccole lumache, che a loro volta sono spesso espulse dal filtro:avete mai osservato i vostri pesci

stazionare all’uscita del filtro in frenesia alimentare mentre si nutrono di ciò che non appare al nostro

occhio ?

Nel contempo è ovvio che non si debba rinunciare ai cambi di acqua, cambi del 20% settimanali od

ogni 10 giorni sono sempre consigliati.

 

Ho i numeri di aquarium oggi dalla prima edizione ad oggi e in questi numeri c'è qualcosa:

 

Elenco dei saggi di Kassebeer pubblicati in AQUARIUM OGGI ed

ordinati in base al trattamento di questo argomento:

AO n° 3/1997 “Fango: meglio vecchio”

AO n° 1/1996 “I metodi per l’eliminazione dei nitrati in acquario”

AO n° 4/2001 “Metabolismo batterico in acquario”

AO n° 4/1997 “Acqua limpida e acqua torbida”

AO n° 2/2000 “Perchè i cambi di acqua settimanali”

AO n° 4/1996 “Come si mantiene un bell’acquario”

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Minkia che discussione: la metto in evidenza, e la sposto poi in VIT.

Il concetto è stato espresso. I batteri anaerobi devono lavorare in condizione di completa assenza di ossigeno, e qualsiasi composto azotato viene prontamente scomposto, per essere poi degradato fino alla forma gassosa (Nx, azoto). Prima del ritorno in vasca i filtri interni (ideati da un certo Poldo, grande acquariofilo e tecnico con gli attributi), i PMT (Poldo Medium Tecnology), avevano una camera di sicurezza, in cui un forte aeratore liberava il liquido dai composti gassosi, e l'acqua che tornava in vasca era completamente priva di nitrati e inquinanti.

Rimanevano alcuni problemi:

se mancava la corrente, al riavvio i fanghi si smuovevano, finendo in vasca, e non perdonavano. Erano pieni di solfuri (sostanze che servono a formare piccoli ponti che danno la forma alle proteine e al loro corretto avvolgimento), mortali.

L'acqua era ovviamente priva di minerali e col tempo questa condizione porta a squilibri nella biologia degli animali e piante.

Pertanto se da una parte il concetto di biocenosi (che @@Monitrilla tratta nelle sue lezioni)era eletto all'ennesima potenza, dall'altro era forse un tantino esasperato, perché vincere una battaglia contro gli inquinanti non manteneva stabile il sistema che non è fatto solo di nitrato e fosfato. parliamo di altro quando parliamo di acquari.

filtro.jpgfiltro.png

Ecco come avevo concepito io il mio PMT personale

 

 

Nei filtri esterni il movimento è troppo accelerato, lo spazio non è sufficiente per una depurazione basata su questo concetto, e spesso a non aprire mai il filtro succede che la manutenzione successiva fa sempre, puntualmente, scoppiare qualcosa.

L'interno potrebbe essere concepito così, con bioballs che frenano il flusso, fanghi ecc.... ma molti tedeschi allevatori DOC, hanno scoraggiato l'uso dei denitrificatori perché defraudano l'acqua di oligoelementi per la crescita dei piccoli, riportando di malformazioni in esemplari in fase di crescita.

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Sin quando esistono i cambi non c'è nulla da temere, se i fanghi non vengono smossi non c'è nulla da temere, se riesci a fare una camera di precipitazione non lambita dalla corrente, sia esso filtro interno od esterno non c'è nulla da temere......il difficle sino ad ora era riuscire a togliere i fanghi senza intervenire sui materiali filtranti che di solito sono sempre sopra di essi.

Nelle foto da te postate c'è un difetto che è dato dal fatto che nella camera centrale quella dove era disposto il materiale filatrante il fondo era alla stessa altezza del pescaggio della pompa.....bastava che la pompa fosse più alta ed i fanghi si sarebbero accumulati, poi potevi mettere un tubicino rigido, tipo quello per l'areatore, con all'estremità un cavetto in silicone che con cadenza annuale ti permetteva di tirare i fanghi senza smuovere il materiale filtrante soprastante per depressione......gioco fatto. :-

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Esattamente, quello fatto da Mich è perfetto, ci voleva solo un tubicino per aspirare qualche millimetro di fango agni 8-9 mesi.

 

 

 

Ps. Mentri correggevi io ero intento a rispondere alle prime foto!

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Le prime erano l'antitesi del PMT. Ma non le ho tolte. Sono lo schema del classico filtro italiano a 3 scomparti. Stanotte da casa metto le foto del mio, che aveva una pecca: il livello dell'acqua. A 4 scomparti era facile che se andasse troppo sotto la pompa rimaneva asciutta. I fanghi dopo circa 6 mesi iniziavano a fare il loro lavoro.

In circa 2 anni, ho fatto 3 cambi, forse 4. Ma i pesci erano adulti, selvatici. Un tripudio di piante galleggianti a copertura perché spesso i PO4 rimanevano intonsi nella concentrazione. E da subito avevo (bravo @@Upacciu) murato una cannula per togliere il surplus dei fanghi infatti.

Il PMT era molto meglio del mio. Il disegno della prima foto era esattamente il PMT.

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fatemi capire come funziona il PMT..o meglio come va caricato,i primi 5 scomparti dovrebbero essere caricati a spugne varie sotto dove c'è anche la griglia c'è la raccolta fanghi,poi cosa sono quella specie di tubi nel vano biologico? la pompa è separata e distante in modo che nn aspiri o smuova i fanghi che devono depositarsi giusto?

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