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Foglie Di Quercia


Mauro

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Scusate non sono sicuro di scrivere nella sezione giusta, ma giorni fa guardavo sul sito di Aquapress Bleher una pagina rafigurante un acquario allestito da Heiko di un biotopo per apistogramma:

http://www.aquapress-bleher.com/index.php?option=com_content&task=view&id=293&Itemid=64

(scorrere in basso la pagina fino alla vasca con le foglie sul fondo)

 

Tempo fa avevo provato a fare una cosa simile utilizzando foglie di quercia (come pare siano quelle delle foto) e di castagno per ambrare l'acqua e acidificarla leggermente, ma col tempo si sono decomposte creandomi qualche problemino (avevo il fondo di sabbia fine ed ha iniziato a puzzare di marcio in un modo incredibile).

Questo tipo di allestimento ha bisogno che le foglie vengano sostituite col tempo o si può lasciare che si decompongano andando a creare cibo per i batteri o cosa?

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Mauro, vado ad intuito:

le foglie (per esempio di katappa) che vengono vendute ad uso acquaristico, sono opportunamente disidratata per evitare proprio che una volta immesse in acqua diano il via a processi di putrefazione come hai ben descritto (e anzi ti ringrazio perché la tentazione era forte anche per me, viste le foglie che fanno 'biotopo' che si vedono in giro).

Ben diverso è il discorso per materiali non trattati naturali che sono ancora intrisi di resine e clorofilla. Possono marcire...anzi (e ti ringrazio), mi confermi che marciscono.

E' probabile che le foglie che usa Heiko Bleher per i biotopo sono o trattati all'uopo, o usati per il periodo circoscritto all'evento, per poi essere tolte.

Pure supposizioni...

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io li uso da quasi 3 anni e non mi hanno dato mai dei problemi. prima li lascio essicare per bene e meto dentro tutto il rameto con le foglie. a me piu che marciscono si deconpongono come la katappa

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Per me sono foglie di quercia e ho visto qualche allestimento con le foglie che si depositavano sul fondo e venivano consumate dai loricaridi e corydoras.

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io li uso da quasi 3 anni e non mi hanno dato mai dei problemi. prima li lascio essicare per bene e meto dentro tutto il rameto con le foglie. a me piu che marciscono si deconpongono come la katappa

Per via del pH acido...possibile? In Amazzonia il pH è talmente acido che non ci sono batteri nitrificatori o azotofissatori, ma funghi. E le torbiere infatti sono la prova vivente che la decomposizione non avviene canonicamente e anzi viene saltata come step. Probabile che in un pH alcalino questo invece avvenga..continuo con le mie supposizioni comunque.

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Per curiosità titti a quanto hai il ph ?

 

in questo momento 5.84

la mia machina e piena de foglie di alberi. quando vado fuori a pesca li prendo dal bosco e in machina si secano benissimo

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In Amazzonia il pH è talmente acido che non ci sono batteri nitrificatori o azotofissatori, ma funghi. E le torbiere infatti sono la prova vivente che la decomposizione non avviene canonicamente e anzi viene saltata come step.

 

Quando hai tempo e voglia mi spiegheresti questa cosa ?

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Certo, cercando soprattutto di essere quanto più chiaro possibile.

Ti faccio riflettere portandoti due esempi: le piante carnivore e l'espediente che hanno dovuto trovare per sopravvivere in acque completamente prive di nitrati e nutrienti (praticamente acqua distillata, piovana) e i processi di mummificazione spontanei che ci hanno permesso di mettere le mani oggi su soggetti, umani e/o animali generici quasi perfettamente conservati a distanza di migliaia di anni proprio perché giacevano in letti di stagni e paludi di torbiera.

Di solito la torba ha concentrati di azoto che non la rendono idonea all'utilizzo in vasca, perché dopo molti decenni o secoli, a contatto con carbonati o calcio dà immediatamente il via alla formazione di nitrati e quindi inizia l'ossidazione dell'azoto che non la rende alleata dell'acquariofilo.

 

In Amazzonia, e soprattutto nei tratti, affluenti e bacini in cui il pH è basso, la durezza carbonatica è non rilevabile, la conducibilità bassissima e l'ossigeno scarso (il discus è uno dei pochi animali che riesce a regolare il metabolismo in base alla concentrazione di ossigeno che ha disponibile nel punto in cui vive)la vita batterica è quasi inesistente, proprio perché non ci sono le prerogative per la colonizzazione, l'insediamento e la vita batterica.

 

I legni, le foglie e tutte le sostanze organiche che si adagiano sul fondo NON si degradano o decompongono fino a putrefarsi perché non vi sono batteri eterotrofi ma si accumulano, formando dei veri e propri letti di detrito, che ammassandosi diventano fonte di acidi umici e le acque amazzoniche, che hanno non dimentichiamo origine da lunghi e ininterrotti periodi di piogge che sono concentrate in alcune stagioni, ma fondamentalmente non smettono mai, sono tremendamente "condizionate" da tali sostanze (diventano color coca-cola).

Gli stessi motivi che rendono tratti estesi delle acque amazzoniche (esattamente le acque in cui si trovano i discus) invivibili per le piante acquatiche, che infatti non si trovano.

I biotopi dei discus sono privi di piante fatta eccezione per poche di esse, tra le quali quelle NON acquatiche che comunque si adattano alla vita sommersa, e alcune carnivore (Utricularia sp.)che quindi non ricavano il nutrimento né dal suolo, né da nitrati o nitriti perché inesistenti, ma lo trovano usando appendici trasformate da secoli di evoluzione in strumenti di cattura con enzimi che quindi "scompongono" le sostanze organiche catturate in sostanze più semplici, pronte per l'assimilazione.

Non a caso mi trovo sempre a consigliare la UV-C con i selvatici, perché mentre le nostre acque hanno una forte predisposizione ad essere colonizzate da quasi tutti i tipi di batteri, le acque amazzoniche sono batteriologicamente quasi pure. Quasi sterili.

Perdonami...oggi sono stanchissimo, ma mi rendo conto che se questo post lo inizi a leggere anche dalla fine il risultato è lo stesso :dft010:

Alla fine questi processi, legati ai fenomeni, diventano il vero ciclo che noi tanto cerchiamo in vasca ma che ciclo non è perché non si chiude. :dft009:

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Grazie Tatore per la risposta, quindi in ambienti particolarmente acidi (c'è un valore limite?) i batteri nitrificanti non vivono, come anche batteri patogeni, ci sono pro e contro in questa particolare situazione ? cioè escludendo la necessità del pesce che se fosse di allevamento potrebbe vivere tranquillamente in ph piu vicini alla neutralità, conviene cercare sempre di avere un ambiente particolarmente acido ? nel limitio ovviamente della tolleranza del pesce... non dico di mattere acido della batteria al posto dell'acqua.

 

Io ho un intero parco di querce a 200 metri :dft010:

che faccio prendo un ramo intero alla Titti ?

Edited by Mauro
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Diciamo che se avrai un KH prossimo a zero e un pH molto basso, anche in vasca minimizzi di gran lunga la carica batterica.

Però l'ecosistema che andrai a creare non si avvicina minimamente a quello naturale -biotopo, habitat-.

 

I batteri buoni nei nostri acquari vivono in condizioni di accettabilità "acida",

scusa l'utilizzo improprio del termine ma credo che rendi l'idea, perchè difficilmente riesci ad imitare le condizioni in natura alquanto estreme, avendo un pH compreso tra 6.0/6.5 un range troppo ampio ma abbastanza acido che contrasti un eventuale picco di NH3 difficilmente presente con un pH acido.

Come diceva tatore, in natura la quantità di ossigeno è davvero poca, mentre in vasca avrai un quantità maggiore, vuoi perchè ci sono le piante vuoi perchè il filtro deve per forza di cose ossigenare l'acqua onde permettere ai Nitrobacter -batteri aerobici- di proliferarsi e portare a termine la trasformazione da NO2 a NO3.

Quindi una certa "acidità" dell'acqua non influenzerà i batteri "buoni" ma terrà comunque a bada altri ceppi batterici -funghi ad esempio- noiosi in alcuni casi, vedi riproduzione e ammuffimento delle uova.

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Mauro, in realtà non so quanto questa condizione biochimica possa essere emulata in vasca, in quanto secondo me se è una condizione "forzata", ma non nata spontaneamente in vasca..

é probabile che tale condizione "estrema" possa essere emulata con acqua di osmosi, sabbia sterile e un ingente quantitativo di acqua che fa pressione sui detriti del fondo. Queste sono di massima le condizioni che se per secoli rimangono tali, possono permettere ai detriti di diventare letti di torbiera, e interi tronchi di non decomporsi ma fossilizzarsi sul fondo e arrivare fino alle nostre vasche conservando intatta la forma, rilasciando gli acidi umici accumulati/assorbiti nel corso degli anni come spugne. Ma quali sono i pesci che vivono in tali condizioni? Gli heckel...e poi? A volte sono pesci che vivono in queste condizioni per periodi transitori.

Quindi tutto sommato possiamo dire che in vasca è alquanto impensabile ricreare le stesse condizioni..perché non ci sono pesci che vivono in tali condizioni.

Le piane carnivore sia acquatiche (Utricularia sp) che carnivore con apparato (finto)radicale con organi di cattura emersi (Dionaea muscipula, droseracee di ogni genere, Sarracenia sp )sono le uniche che possono trarre vantaggio da condizioni simili.

Tornando alle tue foglie: secondo me un modesto pH acido (max 6,00) ma un'opera di disidratazione sistematica potrebbero essere le chiavi del successo.

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Avete tutti ragione, Tatore in effetti condizioni estreme sono anche per pesci etremi (Altum, Heckel, e non so cos'altro), ma mi piace l'idea di poter creare un acquario che emuli un ambiente piu selvaggio anche se poco estetico dove però i pesce possano muoversi piu a loro agio.

Quello che mi piace di alcuni acquari che allestite per discus è che non viene rispettato un canone estetico o un ordine di disposizione degli arredi (piante, sassi e radici), e quello che mi aveva colpito dell'allestimento di Heiko sul biotopo Apistogramma è proprio quel letto di foglie che da un aspetto molto realistico.

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    • LorenzoBrigant3
      Valori ottimali ma due discussioni non mangiano e presentano feci bianche. ho fatto trattamento con flagelli cp senza beneficio. Ora ho preso anti fluke wormer avete esperienza nel trattamento con questa sostanza 
    • Gio79
      Mi chiamo Giovanna e vivo a Udine, da un pò di anni mi sono appassionata al mondo degli acquari. Dopo le prime esperienze "basic" mi sono innamorata del mondo degli Oranda, più precisamente dei Shogun e testa di leone. E' stata una bella scuola per quanto riguarda ogni forma di malattia......attualmente ne possiedo otto, in salute, di circa 14 cm in un acquario dedicato unicamente a loro. Da settembre dell'anno scorso ho deciso di lanciarmi in una seconda sfida, Discus. Attualmente possiedo sei Stendker di taglia 12-14 cm. La maggiore difficoltà è stata quella di entrare in simbiosi con il loro carattere e timidezza (nettamente opposta agli oranda). Ho fatto buoni progressi .. spero di continuare così 🙂! Chiedo il vostro consiglio per una situazione atipica..uno dei Discus, fin dal primo giorno rifiuta ogni forma di mangime granulare (provati tutti) vuole solo artemia dalla mia mano!  Ho necessità di abituarlo come il gruppo a mangiare anche altro, sto valutando di dare solo il cibo che gli altri mangiano regolarmente (artemia, granulare all'aglio, spirulina + vitamine, original stendker granulato, askoll diet blu/rosso ..ecc..) e vedere se dopo qualche giorno di digiuno cede.  Cosa ne pensate? quanti giorni può stare senza cibo senza rischiare la salute? Inoltre due volte alla settimana doso Seachem Discus Trace perchè ho paura che mangiando solo artemia (imbevuta con vitamine o aglio) non abbia tutte le sostanze nutritive necessarie.  Spero mi possiate aiutare, grazie Giovanna 
    • Gattosilvestro
      Con la scusa vi mostra la coppia 😁
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