Unica pecca di questi filtri risulta il fatto che a volte alcuni principi attivi o medicinali a scopo veterinario possono compromettere la flora batterica e viceversa, la flora batterica può degradare il principio attivo.Diversamente si può ricorrere all’utilizzo dei comuni e attuali filtri ad aria, utilizzati oggi soprattutto in vasche da riproduzione. Di semplice funzionamento, gestione e utilizzo. Come materiale per il prefiltraggio nel caso del primo filtro, viene utilizzata molto la lana di perlon, che però deve essere pulita e lavata di frequente, possibilmente almeno una volta al giorno. L’utilizzo del carbone attivo deve essere limitato, va aggiunto prevalentemente dopo ogni trattamento terapeutico e rimosso prima possibile, combinando la rimozione con cambi d’acqua di almeno il 30%.
Quali e come effettuare le terapie durante la quarantena? Per prima cosa si deve regolare la temperatura, in base al tipo di trattamento che vogliamo applicare e del tipo di patogeno che vogliamo monitorare. Usualmente la temperatura può essere impostata sui 30°C, ma per acclimatare i nuovi arrivi la si può impostare inizialmente sui 28°C per aumentare la concentrazione di ossigeno. Se si vuole alzare la temperatura fino a 30°C lo si può fare in 3 o 4 giorni dall’immissione dei pesci in vasca. Se invece vogliamo effettuare dei trattamenti terapeutici contro contro parassiti termo sensibili quali la Costia, ad esempio, possiamo tranquillamente aumentare la temperatura fino a 33°C sempre gradualmente. Lo stesso trattamento è efficace contro i Flagellati intestinali come ad esempio lo Spironucleus. Dal punto di vista chimico?Un periodo di quarantena per discus, deve essere caratterizzato da un valore di pH intorno a 6 dato che pH acidi, inibiscono la proliferazione batterica. Bisogna monitorare costantemente i composti azotati, in particolare i Nitriti, dopo ogni trattamento terapeutico, perché certe sostanze terapeutiche – principi attivi/medicinali – possono decimare o addirittura eliminare la flora batterica del filtro, interrompendo il ciclo dell’azoto.
Eccezioni sono date da trattamenti profilattici o vere e proprie cure: molti farmaci vanno somministrati servendosi per frenare la farmacocinetica della molecola, di una certa durezza. Anche l'illuminazione potrebbe risultare fattore alterante il principio attivo - il suggerimento lo dovremmo sempre prendere dal flacone, dalla confezione, dal blister: normalmente i farmaci sensibili ai raggi UV delle varie fonti luminose vengono venduti in contenitori scuri o scuriti, ed è specificato che potrebbe essere alterato se esposte a fonti luminose.A questo punto non ci rimane altro che osservare attentamente i nuovi arrivi ed annotare ogni variazione comportamentale e alimentare gli stessi con mangimi secchi e proteici, che non inquinano molto oppure è consigliato anche l’utilizzo di Chironomus congelato. La quarantena e l'acclimatazione dei nuovi esemplari sarà completa solo quando si possono eliminare, aspettando il periodo di latenza delle principali patologie, tutti i dubbi e i problemi che potrebbero portare nuovi esemplari nelle vasche con gli abitanti storici. Si ricorda inoltre che non è detto che dei pesci debbano essere malati o debilitati per palesare patologie, ma basta immettere in vasca specie diverse, provenienti da fonti diverse, per scatenare in vasca il cataclisma. Occhio quindi, e impariamo ad usare la quarantena, per la sicurezza dei nuovi pesci ma anche per i pesci che stanno con noi in vasca da molto tempo. La prudenza non è mai troppa, e noi impariamo a parlarne. Testo di Gianmaria Luvino AKA Jamy Diamond nel forum, foto di Fabio Anelli AKA Astro nel forum
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